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Banda larga e digitale in Umbria: ecco che fa “Centralcom”

Supporta la riforma delle pubbliche amministrazioni e l’internazionalizzazione delle imprese, mette a disposizione del sistema formativo una connettività veloce e a basso costo, concorre a promuovere l’economia della conoscenza e dei lavori creativi

Diffondere, ovunque, in Umbria, le tecnologie a “banda larga” e le connessioni senza fili per eliminare il ‘divario digitale’ tra cittadini e territori e sviluppare servizi innovativi e interattivi, utili alla pubblica amministrazione e alle imprese. Di questo si occupa “CentralCom”, la società a capitale pubblico, nata per impulso della Regione Umbria e partecipata da “FCU” (in rappresentanza della Regione Umbria) e dai Comuni di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Orvieto.

Le attività e le strategie della società sono state illustrate, a Perugia, nel corso di una conferenza-stampa alla quale hanno partecipato Lamberto Bottini, assessore allo Sviluppo sostenibile e alle infrastrutture tecnologiche della Regione Umbria, Brunello Castellani, presidente del CdA di “Centralcom” e futuro amministratore unico della società, il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ed altri rappresentanti dei Comuni interessati.

Obiettivo di “CentralCom” – è stato sottolineato durante l’incontro con i giornalisti - è supportare la riforma delle pubbliche amministrazioni e l’internazionalizzazione delle imprese, mettere a disposizione del sistema formativo e universitario una connettività veloce e a basso costo, concorrere a promuovere l’economia della conoscenza e lo sviluppo dei lavori creativi. Per ottimizzare gli investimenti - è stato spiegato – il lavoro della società sarà svolto in una logica di integrazione di sistemi (tv, pc, telefonia). Tale impostazione è coerente con il documento proposto dalle Regioni italiane per lo sviluppo dei processi di innovazione delle amministrazioni pubbliche e della società.

“Il progetto ‘CentralCom - ha detto l’assessore Bottini - opera in coerenza con le politiche regionali e la seconda fase del‘Patto per lo sviluppo’. Il cablaggio del territorio regionale, possibile grazie a diverse risorse finanziarie – ha aggiunto – diventa ogni giorno più urgente, perchè rappresenta un volano per tutte le politiche di innovazione ed evita la creazione di aree di minor sviluppo e di emarginazione”. Secondo Bottini “l’accesso a servizi di rete veloci, sicuri ed economici è un fattore discriminante per l’accesso ai saperi e alla democrazia, ma anche per la crescita e la competitività dell’Umbria”.

“‘Centralcom’
– ha detto Castellanisi inserisce in un’idea di modernizzazione dell’Umbria fondata sulla ricerca, l’innovazione e la crescita delle infrastrutture telematiche ed è finalizzata alla diffusione della ‘banda larga’, anche attraverso tecnologie “wireless”. La società, che con un nuovo Statuto ha superato il precedente assetto direzionale – ha concluso - avrà una struttura leggera, necessaria in un settore in cui occorre forte flessibilità” .

Relativamente alle infrastrutture immateriali - è stato ricordato in conferenza stampa – in Europa, nell’ultimo decennio, malgrado i ritardi rispetto all’agenda di Lisbona, sono stati fatti importanti investimenti, ma in Italia c’è un preoccupante ritardo. Questo – è stato aggiunto - riguarda non tanto le dorsali, ma l’ultimo miglio che, di fatto, ha reso difficile la nascita di una articolazione vasta e plurale di operatori, anche locali, in grado di dispiegare i servizi ed abbattere i costi per gli utenti.

Le difficoltà per il nostro paese, è stato detto, riguardano le presenze diffuse sul territorio ed i centri minori, visto che solo il 15% dei comuni sotto i 10mila abitanti risulta coperto da banda larga. Allo scenario nazionale non si sottrae l’Umbria che, in rapporto alle nuove tecnologie, può contare sulla forza di alcune eccellenze produttive, istituzionali, formative e di ricerca ma, allo stesso tempo, registra difficoltà nei processi di diffusione e criticità legate all’orografia e alla frammentazione sul territorio, con 73 comuni su 92 che hanno meno di 10mila abitanti.